“Light on the hill” o, semplicemente, un inno alla musica – di Gabriele Catoni

S’intitola “Light on the hill” ed è il primo brano che Gabriele Catoni presenta nel suo progetto da solista. Scritta e arrangiata dallo stesso, la canzone è dedicata alla musica, che il cantautore ha incontrato e scelto di seguire come percorso unico in una certa fase della propria vita.

Quando scrivo canzoni– così si racconta Gabriele in un’intervista davanti a una tazza di caffè – in genere parlo di quello che mi accade nel quotidiano. In questo brano, però, parlo di quello che è successo prima del mio progetto solista. Prima di iniziare il mio percorso con la musica ero diverso e fragile. Da quando ho iniziato a suonare ho vissuto un grande cambiamento e penso che sia stata la musica a sciogliermi, non solo sul palco ma anche nella quotidianità. La canzone, quindi, parla del mio percorso artistico e umano”.

 

La musica, il cuore del suo nuovo progetto che lo vede in veste solista, dopo 7 anni trascorsi con la band metal dei Let Them fall – con i quali collabora tutt’ora- e un progetto musicale di duo elettronico “Farewell Sunrise” con Federico Ascari, che suona il cajon. Oltre al nuovo singolo, ci sono già altre due canzoni, realizzate con l’aiuto del produttore Federico Ascari della Wave Motion Recordings di Carpi, pronte per essere lanciate. “Al momento- spiega- vorrei farle uscire tutte insieme a una cover, come mini EP per concludere questo 2019. Nel frattempo, vorrei lavorare per qualcosa di nuovo, un altro EP, che potrebbe uscire nel 2020. Preferisco lanciare cose brevi che escono via via. E poi rispecchio la tendenza comune degli emergenti, che presentano spesso i propri singoli. A me piace l’album EP, che ha un collegamento tra le canzoni, si entra in un mondo che l’artista vuole far esplorare.  Vorrei mantenermi nella tendenza di fare cose brevi ma senza spezzare la continuità”.

Gli chiedo se nella scrittura dei brani s’ispira a qualcuno. Risposta negativa, e anche un po’ sorprendente. “Mi confronto sempre con i cantautori che ascolto- risponde Gabriele-, ma non mi ispiro a qualcuno in particolare. Magari in un certo periodo ascolto un cantautore e mi resta il suo imprinting per un po’, qualcosa che si sente come ispirazione, ma che mi consente di mantenere la mia identità”.

E a proposito di identità, sorge spontaneo chiedere che cosa prova un’artista nel momento della propria esibizione: “Quando suono sono completamente assorto nell’esibizione- risponde-, è una cosa nuova, non sono nella mia comfort zone. Quando suono nella band storica dei Let them fall, faccio valere tutto il concept che abbiamo creato. Parliamo di valori umani, vogliamo mandare energie positive al pubblico, sono concentrato in questo, sono proiettato nel raggiungere l’obiettivo alla base del nostro progetto, fare del bene alle persone che nei nostri testi possono trovare una strada che possa aiutarli a risolvere le situazioni nella vita. Situazioni che abbiamo vissuto noi della band. In questo nuovo progetto, sono un’artista assorto nell’esibizione, è comunque una bella esperienza”.

L’11 luglio, Gabriele suonerà per la notte bianca in piazza Dante per il Clan della Musica School. Altre date da definire ci saranno tra settembre e agosto, poi a ottobre si trasferirà a Milano per frequentare il CPM (corso professione musica).

Un’ultima domanda, prima di chiudere l’intervista. Gli chiedo: che colore attribuiresti alla musica che suoni? “Giallo- risponde deciso-. Quasi oro, una cosa pura, piena di valori positivi e genuini, come il grano”.