Il mattatore del Finger Style

 

Adventure Song è un traguardo importante nella carriera di Gionata Prinzo: Il video è realizzato con Lorenzo Luracà, alle registrazioni, le riprese sono a cura di Ana Paula Carneiro e il mastering con Asd IXI Vinile.

Le corde di una chitarra si premono, si sfregano con un plettro o si pizzicano.  Piccole sfumature, dettagli, che modificano il suono, al punto che la chitarra sembra trasformarsi in un altro strumento. E qualcuno, del pizzico alle corde, ne ha fatto un vero e proprio stile, con il fingerstyle, la tecnica preferita da Gionata Prinzo… 

Chitarrista acustico, nato a Grosseto “Una trentina di anni fa” (così si racconta), e diplomato al quinto anno di chitarra classica, Gionata è uno degli artisti emergenti nel panorama del fingerstyle. E lo dimostrano le sue vittorie, tra cui la più recente, che lo ha fatto arrivare come terzo classificato al ParmaReggio Guitar Fest concorso di fingerstyle nazionale, su una finale di 9 concorrenti e su una trentina di demo inviati.

Ma la sua storia non parla solo di fingerstyle: “La mia carriera artistico musicale- racconta così Gionata- prende inizialmente la via del cantautorato, ho partecipato a concorsi per canzoni inedite, con buoni risultati. Poi qualcosa è cambiato: le canzoni “normali” non bastavano più come mezzo di espressione, così, il primo contatto con il mondo del fingerstyle”. Per chi non lo conosce, il fingerstyle è un genere meno di massa e più di nicchia, una tecnica usata per chitarra classica, folk ed elettrica che consiste nel toccare le corde direttamente con le dita, senza uso di utensili intermedi come il plettro.

Tra i generi riprodotti, la musica di Gionata si concentra su pezzi storici di artisti come Jerry Reed, John Fahey, Chet Atkins, Tommy Emmanuel, con un occhio particolare alle tecniche di percussione taping di Michael Hedges, Andy McKee, Eric Roche. “Un’altra mia passione, poi- spiega-, è quella di prendere un brano qualunque e riadattarlo in arrangiamento per chitarra: uno dei più riusciti è “Nuvole bianche” del pianista Ludovico Einaudi”. E, non meno importante, un discorso a parte lo merita la scrittura di brani, suoi e inediti, che Gionata Ripropone durante i concerti live da solista. Niente cantato, niente effetti, niente loop: solo chitarra.

E, infine, di altri progetti ce ne sono? Sicuramente, si, come per ogni artista che si rispetti. E, infatti, Gionata racconta così i suoi sogni nel cassetto: “Al momento, la priorità è suonare live. Sia col progetto solista, sia con i progetti in duo acustico. Suonare live è l’essenza della musica, pretendere di fare musica senza suonare live è un controsenso, se non un fallimento. A quel punto, se proprio mi riuscirà di suonare e se vedrò un certo interesse nei miei pezzi di fingerstyle, allora un altro piccolo sogno potrebbe essere quello di farne un album. ma di questo si parlerà nelle prossime puntate…”

Live al concerto a Livorno: sul palco Gionata Prinzo con il brano inedito “Profondo blu”

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